giovedì 12 marzo 2020

Storia


STORIA

Vi propongo la lettura di un brano e a seguire alcune attività di comprensione.
Potete leggere anche dal blog il brano e poi rispondere sul quaderno alle domande sotto riportare. Ricorda che le risposte devono essere complete e, se necessario, articolate.
Se non potete stampare, e non potrete stampare tutto quello che invieremo, potrete sicuramente ricopiare e completare le didascalie.


DALLA NARRAZIONE STORICA AL TESTO INFORMATIVO

I bravi storici riescono a utilizzare le fonti per ricostruire la Storia, anche quella più antica e arcana. Leggi come Piero e Alberto Angela hanno saputo narrare una giornata dell’Homo erectus.

Una giornata con l’Homo erectus

È un bel paesaggio quello che appare all'orizzonte: foreste di olmi e di cedri sulle colline, fiumiciattoli, laghi, praterie che scendono fino alle valli e alle pianure, piene di fiori colorati.

D’un tratto si sente il rumore di rami spezzati; dalla boscaglia escono prima due figure umane, poi altre sei o sette. Sono coperte da pelli e pellicce che avvolgono parzialmente i loro corpi tarchiati e massicci. Non sono molto alti ma si capisce che devono essere molto forti dalla facilità con cui trascinano e sollevano due grosse prede da poco uccise: si tratta di due cervi. 

Uno dei cacciatori erectus tiene stretto un castoro gigante catturato poco prima: la sua pelliccia sarà molto utile per il prossimo inverno. Altri trasportano bacche e qualche frutto acerbo da portare al resto del clan (gruppo di individui uniti da parentela), composto da una trentina di persone. Sono arrivati da poco in questa zona non distante dall’attuale Pechino, come fanno ogni anno. Sono abilissimi cacciatori e la loro preda preferita è proprio il cervo, prediletto per le sue carni, per l’utilità delle sue corna e delle sue ossa, e soprattutto per la sua pelliccia. 

Nel gruppo di erectus c’è un giovane alla sua prima uscita. Osserva attentamente il paesaggio. Il suo sguardo è attratto da una sequenza di enormi figure scure: sono dei bisonti. Solo i cacciatori più abili, forti e coraggiosi si cimentano nella caccia al bisonte; e poi occorrono lance particolari, più spesse e pesanti di quella che il giovane stringe in mano. Oramai il campo non è distante e l’idea del ritorno basta a far passare la stanchezza di oltre due giorni di marcia. Passano vicino a un teschio: è un cranio umano. Nessuno gli presta attenzione. È il teschio di un cacciatore morto due anni prima, ucciso da un orso. Nessuno era venuto a raccoglierlo o a sotterrarlo. Una volta morto, un individuo veniva abbandonato. L’arrivo al campo avviene quasi al tramonto. I cacciatori sentono prima voci e urla, poi scorgono una donna che porta fascine.

Arrivati, si scambiano abbracci, manate, particolari tipi di sfioramenti, di carezze, secondo una complicata gestualità, frutto di precise gerarchie e parentele; comunicano con suoni gutturali, mugolii, urla, sillabe, parole semplici. Dalla vegetazione escono altri raccoglitori e aiutano i cacciatori a trasportare le prede nella caverna. È un antro molto grande, con l’apertura rivolta a Est. Vicino al grande falò nella grotta qualche bambino gioca, lottando con un compagno; alcune donne sbucciano le bacche, altre due in disparte allattano i piccoli. Un anziano vicino a un cumulo di legna batte con un ramo delle pelli, per ammorbidirle.  Nella semioscurità della caverna si possono scorgere dei giacigli di pelliccia e qua e là ossa accumulate, scarti di cucina. 

Il fuoco è molto importante per questo clan di Homo erectus. È grazie a esso che possono superare i rigori dell’inverno, possono tenere lontano le belve e cuocere la carne per renderla più tenera. Chi resta al campo non soltanto deve badare alle faccende domestiche, ma deve anche sorvegliare il fuoco, ravvivandolo con legna nuova o soffiando sui carboni ardenti affinché non si spenga. Un cacciatore si mette a fabbricare amigdale, pietre molto taglienti scheggiate su tutte e due i lati, che serviranno per tagliare, segare, raschiare. Il sole è ormai calato e compaiono le prime stelle. Un’altra giornata di 400 mila anni fa si è conclusa.

Riduzione e adattamento da “La straordinaria storia dell’uomo” di Piero e Alberto Angela, Mondadori, 1989


A. Leggi di nuovo con attenzione il testo per trovare le risposte alle seguenti domande. 

  •  Di chi si parla?
  • Quando è vissuto? 
  • In quale luogo geografico si trovava? 
  • Come comunicava? 
  • Cosa mangiava? 
  • Dove viveva? 
  • Seppelliva i morti? 
  • Conosceva il fuoco?
  • Quali attività svolgeva? 
  • Quali strumenti sapeva usare? 
  • Cosa indossava?


A.Completa le frasi.


Circa un milione e mezzo di anni fa comparve in Africa, in Europa e in Asia L’Homo erectus.
Viveva dentro grotte ed era ____________________, cioè si spostava da un luogo all’altro in cerca di cibo. Era prevalentemente carnivoro ma si nutriva anche di _____________________ ___________________ . Costruiva lance in legno appuntite per andare a caccia; la sua preda preferita era il _________________ . Aveva imparato a scheggiare pietre su ambo i lati, costruendo utensili molto taglienti chiamati ____________________ , dalla parola greca “mandorla” perché avevano la forma di una mandorla. Indossava _________________________ . Aveva imparato a usare il _______________ anche se non sapeva accenderlo; lo usava per _______________________il cibo, ___________________ dagli animali, ___________________ le grotte e _______________________ nei periodi freddi.

B. Segna solo le affermazioni vere.
 L’Homo erectus del Paleolitico viveva riunito in clan, cioè in famiglie. 
 L’Homo erectus seppelliva i morti.
 L’Homo erectus cacciava in gruppo animali di piccola o media taglia.
 L’Homo erectus decorava l’interno delle grotte con graffiti e pitture.
 L’Homo erectus si esprimeva con suoni gutturali, mugolii, urla, sillabe, parole semplici.

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