STORIA
Vi propongo la lettura di un brano e a seguire alcune attività di comprensione.
Potete leggere anche dal blog il brano e poi rispondere sul quaderno alle domande sotto riportare. Ricorda che le risposte devono essere complete e, se necessario, articolate.
Se non potete stampare, e non potrete stampare tutto quello che invieremo, potrete sicuramente ricopiare e completare le didascalie.
DALLA NARRAZIONE STORICA AL TESTO INFORMATIVO
I bravi storici riescono a utilizzare le fonti per
ricostruire la Storia, anche quella più antica e arcana. Leggi come Piero e
Alberto Angela hanno saputo narrare una giornata dell’Homo erectus.
Una giornata con l’Homo erectus
È un bel paesaggio quello che appare all'orizzonte: foreste di
olmi e di cedri sulle colline, fiumiciattoli, laghi, praterie che scendono fino
alle valli e alle pianure, piene di fiori colorati.
D’un tratto si sente il
rumore di rami spezzati; dalla boscaglia escono prima due figure umane, poi
altre sei o sette. Sono coperte da pelli e pellicce che avvolgono parzialmente
i loro corpi tarchiati e massicci. Non sono molto alti ma si capisce che devono
essere molto forti dalla facilità con cui trascinano e sollevano due grosse
prede da poco uccise: si tratta di due cervi.
Uno dei cacciatori erectus tiene
stretto un castoro gigante catturato poco prima: la sua pelliccia sarà molto
utile per il prossimo inverno. Altri trasportano bacche e qualche frutto acerbo
da portare al resto del clan (gruppo di individui uniti da parentela), composto
da una trentina di persone. Sono arrivati da poco in questa zona non distante
dall’attuale Pechino, come fanno ogni anno. Sono abilissimi cacciatori e la
loro preda preferita è proprio il cervo, prediletto per le sue carni, per
l’utilità delle sue corna e delle sue ossa, e soprattutto per la sua pelliccia.
Nel gruppo di erectus c’è un giovane alla sua prima uscita. Osserva
attentamente il paesaggio. Il suo sguardo è attratto da una sequenza di enormi
figure scure: sono dei bisonti. Solo i cacciatori più abili, forti e coraggiosi
si cimentano nella caccia al bisonte; e poi occorrono lance particolari, più
spesse e pesanti di quella che il giovane stringe in mano. Oramai il campo non
è distante e l’idea del ritorno basta a far passare la stanchezza di oltre due
giorni di marcia. Passano vicino a un teschio: è un cranio umano. Nessuno gli
presta attenzione. È il teschio di un cacciatore morto due anni prima, ucciso
da un orso. Nessuno era venuto a raccoglierlo o a sotterrarlo. Una volta morto,
un individuo veniva abbandonato. L’arrivo al campo avviene quasi al tramonto. I
cacciatori sentono prima voci e urla, poi scorgono una donna che porta fascine.
Arrivati, si scambiano abbracci, manate, particolari tipi di
sfioramenti, di carezze, secondo una complicata gestualità, frutto di precise
gerarchie e parentele; comunicano con suoni gutturali, mugolii, urla, sillabe,
parole semplici. Dalla vegetazione escono altri raccoglitori e aiutano i
cacciatori a trasportare le prede nella caverna. È un antro molto grande, con
l’apertura rivolta a Est. Vicino al grande falò nella grotta qualche bambino
gioca, lottando con un compagno; alcune donne sbucciano le bacche, altre due in
disparte allattano i piccoli. Un anziano vicino a un cumulo di legna batte con
un ramo delle pelli, per ammorbidirle.
Nella semioscurità della caverna si possono scorgere dei giacigli di
pelliccia e qua e là ossa accumulate, scarti di cucina.
Il fuoco è molto
importante per questo clan di Homo erectus. È grazie a esso che possono superare
i rigori dell’inverno, possono tenere lontano le belve e cuocere la carne per
renderla più tenera. Chi resta al campo non soltanto deve badare alle faccende
domestiche, ma deve anche sorvegliare il fuoco, ravvivandolo con legna nuova o
soffiando sui carboni ardenti affinché non si spenga. Un cacciatore si mette a
fabbricare amigdale, pietre molto taglienti scheggiate su tutte e due i lati,
che serviranno per tagliare, segare, raschiare. Il sole è ormai calato e
compaiono le prime stelle. Un’altra giornata di 400 mila anni fa si è conclusa.
Riduzione e adattamento da “La straordinaria storia
dell’uomo” di Piero e Alberto Angela, Mondadori, 1989
A. Leggi di nuovo con attenzione il testo per trovare le
risposte alle seguenti domande.
- Di chi si parla?
- Quando è vissuto?
- In quale luogo geografico si trovava?
- Come comunicava?
- Cosa mangiava?
- Dove viveva?
- Seppelliva i morti?
- Conosceva il fuoco?
- Quali attività svolgeva?
- Quali strumenti sapeva usare?
- Cosa indossava?
A.Completa le frasi.
Circa un milione e mezzo di anni fa comparve in Africa, in
Europa e in Asia L’Homo erectus.
Viveva dentro grotte ed era ____________________, cioè si
spostava da un luogo all’altro in cerca di cibo. Era prevalentemente carnivoro
ma si nutriva anche di _____________________ ___________________ . Costruiva
lance in legno appuntite per andare a caccia; la sua preda preferita era il
_________________ . Aveva imparato a scheggiare pietre su ambo i lati,
costruendo utensili molto taglienti chiamati ____________________ , dalla
parola greca “mandorla” perché avevano la forma di una mandorla. Indossava
_________________________ . Aveva imparato a usare il _______________ anche se
non sapeva accenderlo; lo usava per _______________________il cibo,
___________________ dagli animali, ___________________ le grotte e
_______________________ nei periodi freddi.
B. Segna solo le affermazioni vere.
L’Homo erectus del
Paleolitico viveva riunito in clan, cioè in famiglie.
L’Homo erectus
seppelliva i morti.
L’Homo erectus
cacciava in gruppo animali di piccola o media taglia.
L’Homo erectus
decorava l’interno delle grotte con graffiti e pitture.

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